
Riconosco la sua grande dote di danzatore/cercatore.
E non è semplice. Spostare l'asse della ricerca in continuazione.
Nel cosmo del butoh. Questione di nervi, di cuore.
Rimettere al mondo il mondo ogni volta e riuscirci.
Lo sa bene la gente che lo conosce e il suo laboratorio, vera fucina di talentuosi dal cuore animoso.
Un Canto che solleva dal Corpo. Col Corpo Solleva.
Una sfida che nasce dal Butoh e si inerpica alla ricerca del sé,
della rivelazione, della bellezza.
In questo percorso lo spirito non si preoccupa della forma,
ma cede il passo all'essenza, rivela il suo sforzo, insomma da speranza
e fa trapelare tutta la sua consistenza, che inaspettatamente rivela il percorso, la VIA.
(Carlo Fatigoni)

Attraverso il Butoh il corpo riscopre la sua natura, si rivela con tutta la sua ingenua e assurda autenticità. Il corpo che danza è attraversato dalla vita in tutta la sua drammatica verità, si fa mezzo per rimembrare esistenza organica altra; fino al momento in cui la verità organica della carne non emerge, luminosamente consapevole. Una ricerca personale totalizzante, che coinvolge la storia, le esperienze, le memorie dell'individuo. L’uomo si fa varco tra due dimensioni e la sua carne diviene il limite tra il dentro ed il fuori. Una terra di confine dove transitare per potersi elevare, per poter andare oltre. Un viaggio a ritroso verso l'origine di sé, dell’uomo, dell’universo.
DIVINE DELIZIE
Performance di danza butoh
Venerdì 1 Luglio 2011 ore 18.30
Giardino Megalitico - Via Risorgimento - San Sperate - CA
Ideazione e Regia: Alessandro Pintus
Danza: Raffaele Zanobi, Elena Angeli, Romina Romano, Mariella Gaeta Pantusa, Alessandro Curci, Valentina Signore
Musiche originali: Carlo Fatigoni
Costumi: Valentina Pintus
Diversi studi, intesi come “miniature coreografiche”, hanno portato alla realizzazione dello spettacolo “Divine Delizie”. Brevi performance corali in cui i danzatori si sono abbandonanti ad una esplorazione della danza ancora ad uno stadio embrionale. Ogni studio è stato concepito per sviluppare un tema inerente al pannello centrale del quadro di Bosch.

Il corpo inteso come spazio infinito, il corpo come caverna iniziatica, sacrificio e rinuncia come strumenti di elevazione dell’essere, matrimonio sacro tra l’uomo e il divino, sono solo alcuni dei contenuti sviluppati nel lungo processo di ricerca che ha condotto al risultato di “Divine Delizie”.
Tali studi sono stati presentati negli scorsi mesi in diversi luoghi e teatri ‘d’interesse nazionale: Centro “Panta Rei” presso Passignano sul Trasimeno (PG); Museo della Civiltà Romana (Eur, Roma); Teatro “Il Rivellino” di Tuscania (VT); Teatro Angelo Mai di Roma all’interno della serata evento ZTLpro; Museo Orto Botanico di Roma. Nel Luglio del 2011 lo spettacolo sarà ospite nei giardini de La Scarzuola di Terni, opera dell’architetto Tomaso Buzzi. Altre trattative sono in via di definizione con Giardino di Boboli a Firenze e con l’Orto Botanico di Madrid in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura in Spagna. Infine verrà presentato in autunno all’interno del Festival Sguardi Sonori 2011 con date e luoghi ancora da definire.
Il lavoro che coadiuva tale ricerca non è un mero punto di arrivo, perché la danza vera non è mai fine a se stessa, bensì è un luogo di passaggio, un evento utile per continuare a porsi delle domande sull'arte, sull'atto creativo, sull'uomo, sull'universo, sul Divino.
E se il “peccato originale” non avesse mai avuto luogo? E se la “mela”, simbolo del patto violato col Creatore, non fosse mai stata consumata? Nel pannello centrale del quadro di Bosch ci troviamo di fronte ad un eden abitato da una moltitudine di esseri giovani, pieni di desiderio creativo e pronti ad unirsi sacralmente al divino. Nudi come solo può esserlo chi è innocente e senza peccato. Nudi perché consapevoli di essere in tenera comunione col creato. Nudi perché hanno saputo trasformare l’ombra in luminosità, la dualità in fluida unità. Nudo, puro e quieto è il loro spirito, come un profumato prato fiorito.
Alessandro Pintus è danzatore, coreografo e docente, fa parte della prima generazione di danzatori Butoh italiani. Inizia ad interessarsi alla danza Butoh nel ‘96, come evoluzione di una sentita ricerca teatrale. Studia in Europa e Giappone dove si è recato più volte, lavorando con gli insegnanti più rappresentativi: Ko Murobushi, Masaki Iwana, Min Tanaka, Kazuo e Yoshito Ohno, Akira Kasai. In questi anni ha maturato una ricerca individuale che muove lo sguardo verso le proprie radici culturali. Prendendosi la responsabilità di contestualizzare il proprio lavoro per poter incontrare una danza più autentica. Da 10 anni esercita a Roma intensa attività didattica conducendo il laboratorio "Attraverso il Butoh". Nel 2000 fonda la compagine di ricerca NON COMPANY che si occupa di investigare i significati reconditi la danza Butoh in Italia.
Carlo Fatigoni è uno scultore e un video-sound artista. Ha collaborato negli ultimi anni con fotografi, danzatori, poeti, musicisti, critici e curatori producendo video, suono e installazioni. E' inoltre l'organizzatore di eventi quali "Blog on Rimbaud" nel 2005 con oltre 200 artisti a Milano e Torino, "One Image Portrait" un evento di net-art a Cortona, in Toscana nel 2006 con oltre 100 artisti. Ha creato nel 2004 "Sguardi Sonori" Festival of Media and Time Based Art. Ultimi eventi Sguardi Sonori a Berlino nel febbraio 2009, e Sguardi Sonori in Italia 2011.
“…Carlo Fatigoni, è un manipolatore della materia, immagini, suoni, un nuovo alchimista della comunicazione. Sincretic sound, dalla sperimentazione elettronica Americana, al minimalismo, fino ad arrivare al design digitale. Recentemente ha spostato il sound elettronico dai rigori `sine-wave 'per campiture cromatiche più complesse, con effetti psico-fisici ...” (Dionisio Capuano - Blow up magazine)
Il laboratorio
LOGISTICA:
Le attività didattiche del laboratorio saranno ospitate presso gli spazi messi a disposizione dall’associazione NoArte.
Verrà costituita una cassa comune che sosterrà le spese di vitto.
Previsti turni in cucina per la preparazione dei pasti comuni.

